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Lilliput, il favoloso paese del libro di Jonathan Swift, in cui la percezione della realtà è filtrata dalle dimensioni piccolissime di uomini e cose, diventa, distillato dal gioco della “calda immaginazione” di Battista Luraschi, “un’occasione” in cui gli oggetti vengono messi a nudo da tratti sottili, geometrici che si appropriano dello spazio e suscitano curiosità e incertezza dalle quali lo spettatore è trascinato dentro la metamorfosi del segno che diventa oggetto, materia. Lilliput nasce da un progetto dell’artista del 1989, Camera per vertigini rotatorie, Intrattabile risveglio dichiarato, Idealmente inaccessibile e misteriosa, Al di qua e al di là di nessuna certezza sono solo alcuni dei titoli dei 64 disegni presentati nel libro e costituiscono già da soli l’inizio di un viaggio nella “turbolenza esistenziale”.

 

 

 

 

LILLIPUT” libro d’arte di Battista Luraschi.

Edizione limitata di 500 esemplari numerati e siglati dall’autore, Edizioni Lithos 2012

Con un testo dell'autore e la prefazione di Stefano Bucci.

Grafica curata da Alfredo Taroni con Battista Luraschi.

Stampato presso Grafiche Mariano di Mariano Comense. Como

Battista Luraschi che fa parte del movimento artistico NUOVO FUTURISMO, formatosi a Milano intorno agli anni Ottanta per una geniale intuizione del gallerista Inga - Pin e del critico Renato Barilli, appare spericolato eppure così precisamente architettonico, disegna spazi primari che conducono all’universale attraverso l’invasione dello spazio. “Disegno regolarmente a volte con un fiore tra le mani, inseguendo linee immaginarie, che si colgono solo nella saggezza orgogliosa del “fare”. “Così ci immaginiamo Battista Luraschi quando traccia “sui fogli sparsi” i segni che via via prendono forma e diventano “costruzioni in transito”.

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